lager DIPINTO DI ETTORE PONZI
questo dipinto è opera del pittore ETTORE PONZI

 

"Se tutti voi ragazzi ricorderete quanto vi ho testimoniato e ne trarrete insegnamento, non avrò sofferto invano!"

VI RACCONTO LA MIA DEPORTAZIONE
©Ferdinando Valletti
( sunto della relazione tenuta negli incontri con le scolaresche delle scuole medie e superiori di Milano
per sensibilizzare i ragazzi sui crimini del Nazismo)

Cari ragazzi,

sono qui su invito della vostra Insegnante e dell'Aned per parlarvi degli orrori del Nazismo*, lo farò usando parole semplici e chiare perché, voi che siete le nuove generazioni, dovete comprendere fino in fondo quanto è accaduto a milioni di persone innocenti. Racconterò della tragedia dei campi di sterminio parlandovi della mia vicenda personale; solitamente il vissuto di una persona è quanto di meglio si possa offrire come testimonianza di fatti tragici realmente accaduti perché accanto alla narrazione di eventi strorici, troverete emozioni, ricordi e speranze. Rendo questa testimonianza non senza fatica e omettendo gli aspetti più cruenti della mia prigioni.Per anni non ho voluto parlare o meglio non ho potuto parlare di quanto mi era accaduto, tanto era l'orrore che avevo visto e il dolore che avevo provato.

Mi chiamo Valletti Ferdinando, sono nato a Verona del 1921, sono arrivato a Milano per entrare della scuola dell'Alfa Romeo nel 1938 e sono diventato Maestro D'Arte. Quelli erano anni difficili, il Fascismo imperava e l'Italia sarebbe stata trascinata in una tragica guerra solo qualche anno dopo. Nonostante questo, nel novembre del 1943 mi sposai, avevo solo 23 anni e la mia sposa ne aveva 21, andammo a vivere in una villetta in affitto in Via Cesare Airaghi, accanto all' Alfa Romeo, una bella casetta che condividevamo con la mia mamma.

Ero un giovane pieno di ideali e di voglia di libertà, per questo quando nel marzo 1944 venni avvicinato da un gruppo di comunisti che mi chiesero di aiutarli ad organizzare uno sciopero contro il Nazismo all'interno dell'ALFA ROMEO, accettai con entusiamo e mi buttai nell'impresa senza pensarci troppo. Non sapevo che sarebbero state proprio queste persone a vendermi ai Fascisti prima e ai Nazisti poi per salvare la loro pelle. Quindi io ho sempre saputo i nomi e i cognomi delle persone che mi hanno denunciato.

Una sera di quello stesso mese, suonarono al cancello di casa mia, io scesi in ciabatte e mi trovai davanti a tre persone, mi dissero che avrei dovuto seguirle per fornire solo qualche informazione, chiesi di poter traquillizzare mia moglie e mia madre, mi fu concesso, li seguii. Non rividi più la mia famiglia fino al 1945.

Venni internato nel campo di Mathausen come deportato politico, mi privarono di tutto ciò che avevo e soprattutto del mio nome che diventò un numero: avevo un triangolo rosso con la sigla del paese di provenienza su una casacca a righe blu ed ero il deportato numero 57633........

copertina deportato

Troverete Il racconto completo della deportazione di Valletti Ferdinando in questo libro che contiene anche
ampia documentazione fotografica e riferimenti storici sulla deportazione italiana degli anni 1943-1944
nei campi di Mauthausen e Gusen.
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Cari ragazzi, ricodate che se ora voi potete andare a scuola, fare dello sport, insomma essere liberi, lo dovete a giovani come noi che negli anni bui del fascismo e del nazismo hanno creduto nella libertà e nel valore dell'uomo. Ricordatevi che rendere onore ai caduti per la libertà è un impegno civile e morale di ogni nuova generazione, un tributo a chi ha dato la vita perchè noi oggi si possa essere liberi.
Coloro che sono a conoscenza delle barbarie fatte dai nazisti, e ora voi lo siete, saranno certamente consapevoli del dolore che queste comportano ed agiranno di conseguenza per evitare che in futuro simili calamità possano ripetersi. Solo conoscendo il passato sarà possibile realizzare un futuro di pace. Vi prego quindi, non dimenticate quello che vi ho raccontato. Non permettete che accada di nuovo in nessuna parte del mondo. Voi siete la speranza del genere umano, voi siete anche la mia speranza.

Prima di terminare voglio ricordare con voi con tanto affetto il Prof. Carpi, l'illustre pittore e per anni Direttore dell'Accademia di Brera, che parecchie volte ha rischiato di non farcela e che con immensa gratitudine mi ha ringraziato sul suo libro "Diario di Gusen" per averlo aiutato nella cava e in altre occasione, tutti i miei compagni che non ce l'hanno fatta e che resteranno per sempre nel mio cuore.
Il professor Carpi ha realizzato moltissimi disegni sul suo periodo di deportazione e appena rientrato a Milano. Chi volesse vederli clicchi qui

Ora sono pronto a rispondere alle vostre domande......

Le immagini della deportazione

Il giuramento di Mathausen

Le emozioni dei ragazzi del Gentileschi dopo l'incontro

NOTA PER I VISITATORI
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Manuela Valletti
giornalista

 

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