INCONTRO
con
FERDINANDO VALLETTI

Valletti Ferdinando tra gli studenti del Gentileschi - foto del giugno 1997
Ferdinando Valletti tra gli studenti del Gentileschi

"La violenza è il piacere degli sciocchi ed è la ultima risorsa del saggio che la usa solo in difesa di ciò che di diritto gli spetta."
"Ci privarono di tutti i nostri beni e soprattutto del nostro nome che diventò un numero."
"Coloro che sono a conoscenza delle barbarie fatte dai nazisti saranno certamente consapevoli del dolore che queste comportano ed agiranno di conseguenza per evitare che in futuro simili calamità possano ripetersi. Solo conoscendo il passato sarà possibile realizzare un futuro di pace."
"La mattina, la sveglia era alle sei, dopo di che andavamo a lavorare alla cava di pietra. Si mangiava poco e male: un miscuglio di acqua e verdure ed un pezzo di pane da dividere in sei."
"Ricordatevi che ricordare i caduti per la libertà è un impegno civile e morale di ogni nuova generazione, un tributo a chi ha dato la vita perchè noi oggi si possa essere libero."
"Le uniche cose che mi aiutarono a sopravvivere furono la fede e l'amore per la mia famiglia."

Queste frasi sono estratte dall' intervista a Ferdinando Valletti. Egli, milanese, era impiegato all'Alfa Romeo e fu catturato dalle SS tedesche a seguito dello sciopero del marzo 1944. Venne deportato nel campo di Mauthausen dove rimase per dieci mesi. In seguito venne trasferito a Gusen, dove dopo alcune settimane fu liberato dagli americani. Durante la liberazione seguì gli americani nelle operazioni di smantellamento degli altri campi nazisti.
Scuola Aretemisia Gentileschi -Milano,  13 giugno 1997

 

Le nostre emozioni fatte parole

La reazione di alcuni dei ragazzi della SCUOLA SUPERIORE ARTEMIA GENTILESCHI di Milano
II anno di corso dell'Indirizzo Turistico nella sezione "M" alla testimonianza di Ferdinando Valletti

il giorno 9 giugno 1997 presso la nostra scuola abbiamo avuto l'opportunità di ascoltare la testimonianza diretta del Signor Valletti sulla sua esperienza nei lager dal momento del suo arresto a Milano, della sua deportazione a Mathausen prima e poi a Gusen, fino alla liberazione del campo e al suo ritorno a casa,

Toccati dal racconto del nostro ospite abbiamo voluto testimoniare la nostra commossa partecipazione con riflessioni e pensieri scaturiti in noi durante l'incontro e li abbiamo raccolti in un diario che gli consegnamo. E' questo il nostro modo di dire grazie!

Caro Signor Valletti,

....nonostante gli orrori del passato, molte nazioni combattono ancora guerre sanguinose, le armi nucleari sono un pericolo costante e tutto sembra così precario. Dobbiamo imparare dal passato e non dimenticare mai quanto di brutto è accaduto se si vuole migliorare questo mondo. Tutto questo l'ho capito anche grazie a lei, Signor Valletti, che con la sua testimonianza mi ha aperto la mente.
Daniele

...volevo scrivele un pensiero che mi esce dal cuore per esprimere le emozioni nate con l'incontro di lunedì. Sono rimasto colpito dal suo racconto, non immaginavo che lei avesse dovuto subire tante offese e che, addirittura lei abbia voluto perdonare chi, ai miei occhi, altro non è che una bestia. Mi è parso di vedere in lei quel giorno Cristo in Croce che diceva "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Voglio ciò dire che lei è buono e umile come il Cristo. Grazie per averci regalato la sua esperienza.
Paolo

..non so proprio come ringraziarla per essere venuto a raccontarci la sua storia. Da lei ho imparato molto: la generosità, la vera amicizia, il perdono.... ma anche e soprattutto la perseveranza e la determinazione nel perseguire i propri ideali e la capacità di mantenersi "umano" anche durante e dopo le sofferenze patite. Io l'ammiro molto. Grazie!
Barbara

...del suo incontro mi sono rimaste impresse la sua dolcezza e la sua delicatezza nellìaffrontare contenuti drammatici ed esperienze delicatissime. Per me lei è una persona piena di voglia di vivere e, anche se la nostra conoscenza è stata di breve durata, posso affermare che lei mi sarà sempre caro. Non la dimenticherò mai.
Sara

... sono rimasta tanto colpita dalla sua capacità di perdonare. Io non credo che ne sarei capace. Mi hanno commosso anche il pudore e la riservatezza con cui ci ha voluto risparmiare i particolari più crudi della sua prigionia. La ringrazio per avermi dato questa lezione di umanità e di storia.
Ombretta

...., mi ha colpito la sua dolcezza nei nostri confronti e nei confronti di coloro che le hanno fatto del male. Non so come riesca a perdonarli. Le auguro di passare una buona estate e di divere sempre con la gioia che ci ha mostrato. Buona fortuna.
Adele

....lei ha sofferto, ha subito violenze e ingiustizie come molti suoi amici. Deve essere stato difficile tenere duro, ma lei ce l'ha fatta perché aveva la sua fede e la sua famiglia. Non aveva ancora visto la sua bambina, così ha sperato fino all'ultimo di tornare a casa sano e salvo solo per lei. La voglia di vivere non l'ha mai abbandonata, lei non si è compatito, ma ha trovato la forza di reagire. Lei è felice di essere vivo, ma dentro di se sa che non dimenticherà mai..
Michela

....mi ritengo fortunato di averla conosciuto, e voglio esprimerle la mia ammirazione per la sua straordinaria capacità di perdono verso i suoi aguzzini. Grazie per tutto quello che mi ha fatto imparare.
Alessandra

....non ho sentito nel suo racconto tracce di odio o di vendetta, lei si è limitato a raccontarci quello che ha subito senza lasciar mai trasparire un giudizio sui sui aguzzini. Le sue sono state parole di pace... e in un primo momento non sono riuscita a capire, poi ascoltandola con attenzione mi sono resa conto che lei non era venuto da noi per condannare nessuno ma per investire noi ragazzi della responsabilità per il futuro. Immagino quanto dolore le costi continuare a ricordare e rispondere alle nostre domande, lo provano i suoi occhi spesso umidi e per questo amore, la ammiro come persona eccezionale, gentile e umanissima. Grazie.
Laura

...sono veramente convinta che non la dimenticherò mai, perché lei mi ha insegnato che il perdono è la virtù dei saggi. Lei è una persona dolce e sincera che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri e ha fatto si che anche le altre persone possano seguire il suo esempio. Se i suoi insegnamenti mi aiuteranno a diventare migliore lo dovrò a lei. Comunque il ricordo del nostro incontro lo porterò sempre nel mio cuore.
Cristina

....quello che provo è un sentimento così intenso e profondo che mi è difficile esprimerlo con la penna. Una frase però di una grande narratore tedesco contemporaneo, Hermann Hesse, parzialmente modificata da me, mi è sembrata capace di interpretare ed esprimere al meglio il turbinio dei miei sentimenti. "Le guerre per anni hanno reso desolato il mondo intero e noi ci troviamo ancora tra le loro rovine, intontiti dal frastuono, amareggiati dalla loro insensatezza, intossicati dai fiumi di sangue che continuano a scorrere nei nostri sogni". Grazie
Virna

...il fatto di averla conosciuta mi ha molto inorgoglito. Le sue parole, così pacate e serene, nei riguardi della tragica esperienza vissuta, non hanno mai comunicato odio né rancore verso i suoi carnefici, anzi lei ha testimoniato che costruire una società in cui amore, solidarietà, amicizia e pace è possibile. Grazie per la sua lezione di vita.
Alessandro

...ho visto decine di film sulla II guerra mondiale e sui campi di sterminio nazisti, ma nessuno di essi ha saputo suscitare in me le emozioni che le sue parole hanno provocato. Lei ci ha dimostrato che saper perdonare è un valore fondamentale, che la vendetta e l'odio non sono utili a nessuno e che la forza d'animo, la fede e la speranza possono aiutarci contro le avversità.
Con affetto
Mariagrazia

....che dire dopo le parole dei ragazzi?
Solo una frase, una di quelle che lei ama conservare come aforisma: "L'uomo che sa perdonare, è un uomo libero".
Con tanto Affetto
L'insegnante Adriana

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