Questo sito è dedicato a mio padre, un uomo che ho amato e stimato moltissimo per la sua bontà d'animo, le sue doti morali e intellettive, la sua tenacia e la sua determinazione, una persona davvero speciale che ha avuto una vita difficile e travagliata e ha sempre detto di ritenersi una molto fortunato proprio per essere sopravvissuto all'immane tragedia della deportazione.
Mio padre se ne è andato il 23 luglio 2007, era malato di Alzheimer e da 7 anni e non poteva più impegnarsi in quello che aveva scelto di fare, non senza conseguenze per la sua salute da quando era andato in pensione, raccontare ai giovani la sua esperienza di deportato.
Ho deciso di farlo io per lui, ho raccolto quanto ho trovato nei suoi cassetti "disordinati" dalla malattia: il testo della conferenza che svolgeva ogni anno nelle scuole milanesi per raccontare gli orrori del Nazismo, le foto che non mi ha mai voluto mostrare quando ero troppo piccola per capire e gli appunti scritti di suo pugno e poi puntigliosamente ricalcati quando aveva compreso che non avrebbe più potuto ricordare. Ho ordinato tutto questo materiale in un libro che ho poi arricchito con riferimenti storici e fotografici, ne è nato un volume prezioso perchè sarà per sempre quella memoria che il mio papà aveva perso, lo farà ricordare a tante persone che gli hanno voluto bene e potrà essere usato dagli insegnanti e dagli studenti per approfondire il tema della deportazione.
"La vita di mio padre nei campi di sterminio di Mauthausen e Gusen fu tragica come quella di molti altri deportati, ma un giorno si prensentò una occasione che rappresentò la salvezza: gli fu chiesto di sostituire una SS in una partita di pallone. Lui ex giocatore del Milan, pur all'estremo delle forze. accettò di giocare con i suoi aguzzini e così salvò la sua vita e quella di molti altri suoi compagni.... questo e altro potrete leggere nel libro che troverete qui sotto e che è acquistabile on line.
Sono io la la bimba di cui parlava mio padre nelle sue conferenze. Nel corso degli anni ha sempre raccontato il nostro primo incontro con grande commozione. La stessa commozione con la quale io ho scritto questo libro per lui. Il miglior modo per onorare la sua memoria è leggere quanto gli è accaduto, vi prego, fatelo! "
Manuela Valletti
giornalista e scrittrice